• Titolo: APLAR 4. Applicazioni laser nel restauro.
  • Atti del convegno. Roma 14-15 giugno 2012.
  • Curato da: Anna Brunetto
  • Editore: Il prato publishing house srl
  • Collana: Sintonie laser
  • Data di Pubblicazione: marzo 2013
  • ISBN: 978-88-6336-202-2
  • Pagine: 400
  • Formato: illustrato in b/n, copertina 4 colori, brossura, 21x28 cm
  • Costo di copertina 28,00 euro
INDICE
Presentazione, Barbara Mazzeip. 9
Presentazione, Maria Teresa Faresinp. 13
Introduzione, Anna Brunettop. 15
Intervento di restauro della Loggia della mercanzia, Siena
Francesca Droghini1, Marco Giamello2, Stefano Landi3, Giuseppe Sabatini4, Alberto Scarampi di Pruney5 Continua...
1Contrattista, Università degli Studi di Siena, Dipartimento di Scienze Ambientali, Fisiche, della Terra e dell'Ambiente, Via Laterina 8, 53100, Siena - droghini@unisi.it
2Prof. Aggregato, Università degli Studi di Siena, Dipartimento di Scienze Ambientali, Fisiche, della Terra e dell'Ambiente, Via Laterina 8, 53100, Siena - marco.giamello@unisi.it
3Restauratore materiali lapidei, Ditta Landi Stefano, via Polveriera 16, 50014 Fiesole (FI) - rest_landi@yahoo.it
4Prof. Ordinario, Università degli Studi di Siena, Dipartimento di Scienze Ambientali, Fisiche, della Terra e dell'Ambiente, Via Laterina 8, 53100, Siena - sabatini @unisi.it
5Architetto, Circolo degli Uniti, Via di Città 1, 53100 Siena - albertoscarampi@hotmail.com


La Loggia della Mercanzia, edificata tra il 1417 e il 1448 e ceduta nel XVIII secolo alla Società degli Uniti del Casino dei Nobili, è uno dei monumenti architettonici di maggiore pregio della città di Siena. Sulle superfici marmoree della Loggia è stato avviato un importante e delicato intervento di recupero e restauro. Le superfici particolarmente compromesse sono state trattate mediante tecnica laser: le prove preliminari sono state eseguite da Anna Brunetto con strumento Nd:YAG, λ=1064nm, modalità di impulso LQS (120 ns) e SFR (100 μs); per l'intervento è stato utilizzato il sistema Nd:YAG SFR (100 μs), apparecchiatura Smart Clean II (sponsor tecnico El.En. S.p.A.). Sin dalla prima fase di lavoro è stato possibile effettuare alcuni ritrovamenti particolarmente interessanti, ovvero tracce di finiture policrome (attualmente rappresentate da pellicole ad ossalati di calcio), tecniche e lavorazioni antiche, nonché indizi utili a definire le diverse fasi architettoniche e costruttive del complesso. Tali ritrovamenti sono stati accompagnati e verificati grazie all'esecuzione di indagini di carattere interdisciplinare, condotte dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Siena nell'ambito del Progetto TEMART. Chiudi
p. 21
L'intervento di restauro sullo stemma dell'Arte della Seta conservato nell'Istituto degli innocenti di Firenze
Stefano Landi1, Eleonora Mazzocchi2, Iacopo Osticioli4, Marco Giamello3, Andrea Scala3, Sonia Mugnaini3, Salvatore Siano4 Continua...
1Ditta Landi Stefano, via Polveriera 16, 50014 Fiesole, rest_landi@yahoo.it
2Museo degli Innocenti, Piazza SS. Annunziata 12, 50122 Firenze, mazzocchi@istitutodeglinnocenti.it
3Università degli Studi di Siena, Dipartimento di Scienze Ambientali "G. Sarfatti", Via del Laterino 8, 53100 Siena - marco.giamello@unisi.it, mugnaini12@unisi.it, andrea.scala@unisi.it
4Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara", CNR, Via Madonna del Piano 10, 50019 Sesto Fiorentino (FI) i.osticioli@ifac.cnr.it, s.siano@ifac.cnr.it


Lo Stemma dell'Arte della Seta è in pietraforte, un'arenaria tipica dell'edilizia storica fiorentina, scolpito a bassorilievo, in cui è rappresentato un portale ad arco acuto affiancato da due colonne e accompagnato da un'iscrizione che consente di datare l'opera al 1336. L'opera mostrava un pessimo stato di conservazione, con compatti depositi di particellato, superfici decoese, ricostruzioni e stuccature in malta cementizia. A un'attenta analisi visiva si potevano individuare tracce di cromie: la loro presenza è stata confermata dalle indagini scientifiche eseguite nell'ambito del progetto TEMART - sia in situ con l'ausilio di metodi non invasivi sia in laboratorio con metodi mineralogico-petrografici - che hanno portato all'acquisizione di dati rilevanti rispetto ai materiali costitutivi, alle cromie e alle finiture dell'opera. Dopo un primo intervento orientato alla messa in sicurezza del manufatto, lo stemma è stato distaccato e trasportato in laboratorio, dove è stata effettuata un'attenta pulitura laser con sistema Nd:YAG - apparecchiatura EOS Combo, caratterizzata da doppio regime di impulso per un utilizzo adeguato alle caratteristiche delle superfici (sponsor tecnico El.En. S.p.A.), seguita dal consolidamento strutturale e la stuccatura delle fratture e delle microfratture. Chiudi
p. 33
Il Portico della Gloria nella cattedrale di Santiago di Compostela: prove di pulitura a confronto
Ana Laborde Marqueze1, Bruno Roberto Bruni2, Antonella Filiani2, Luana Casaglia2, Bernardino Sperandio2, Andrés Sanchez-Ledesma3, Anna Brunetto4 Continua...
1Instituto del Patrimonio Cultural de España, Ministerio de Educación, Cultura y Deporte C/ Greco, 4 28040 Madrid, España - ana.laborde@mecd.es
2Coo.Be.C. - Cooperativa Beni Culturali, Spoleto (PG), Italia - info@coobec.it
3Arte-Lab S.L. Paseo del Dr. Vallejo Nájera 36, 28005 Madrid, España - laboratorio@arte-lab.com
4Restauri Brunetto di Brunetto Anna, Vicenza, Italia - annalaser@aplar.eu


Il presente articolo descrive la prima delle tre fasi previste, all'interno del Programma Cattedrale, dell'accordo istituzionale spagnolo per il progetto di conservazione preventiva e restauro del Portico della Gloria a Santiago di Compostela. In questa prima fase sono stati svolti studi mirati ad approfondire la conoscenza storica e del materiale nel contesto del complessivo monumento, la valutazione dello stato di conservazione, l'identificazione e la valutazione dei rischi per la formulazione della proposta d'intervento di restauro. Nella stessa fase sono stati realizzati una serie di saggi con differenti sistemi di pulitura - meccanica, chimica e laser - conducendo uno studio comparativo del loro impatto sulla superficie lapidea e su quella policroma, mediante esame della rugosità superficiale con microscopio focale ed elettronico a scansione SEM e la caratterizzazione colorimetrica mediante spettri di riflettanza, per verificare le eventuali alterazioni di colore prodotte. A causa della fragilità degli strati di policromia, le misurazioni sono state effettuate con uno spettrofotometro senza contatto. La pulitura più calibrata si ottiene utilizzando laser Nd:YAG (λ=1064nm) a differenti durate dell'impulso a basse fluenze che permettono di controllare la rimozione dello sporco in modo graduale e puntuale, evitando alterazioni come lo scurimento della biacca. Chiudi
p. 45
Indagini diagnostiche e pulitura laser di reperti etruschi in terracotta policroma provenienti dal sito archeologico del Monte Landro (San Lorenzo Nuovo, Viterbo)
Giorgia Agresti1, Emanuele Ioppolo2, Enrico Pellegrini3, Claudia Pelosi4, Ulderico Santamaria5, Alessandro Zanini6 Continua...
1Tecnico presso il Laboratorio di diagnostica per la conservazione e il restauro "Michele Cordaro", Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali, Università degli Studi della Tuscia, 01100 Viterbo - agresti@unitus.it
2Restauratore, Art Novae, Strada Palomba, 1, 01100 Viterbo - eioppolo@tiscali.it
3Direttore Archeologo, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, piazzale di Villa Giulia, 9, 00196 Roma - enrico.pellegrini@beniculturali.it
4Ricercatore confermato, Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali, Università degli Studi della Tuscia, 01100 Viterbo - pelosi@unitus.it
5Professore associato, Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali, Università degli Studi della Tuscia, 01100 Viterbo - santamaria@unitus.it
6 Comitato Scientifico El.En. S.p.A., via Baldanzese n. 17, 50041, Calenzano (FI) - conservazione@elen.it


Nel presente contributo viene descritto l'intervento di restauro realizzato su alcuni reperti in terracotta policroma provenienti da un edificio sacro di epoca etrusca (frequentato almeno dal VII secolo a.C.) recentemente rinvenuto sul Monte Landro nei pressi del Comune di San Lorenzo Nuovo, in provincia di Viterbo. Allo scopo di indagare i materiali costitutivi e anche di fornire un utile supporto all'intervento di pulitura, i manufatti sono stati studiati tramite tecniche spettroscopiche e in microscopia ottica. La rimozione dei residui di terra proveniente da scavo è stata effettuata mediante le "tradizionali" tecniche di pulitura meccanica e chimica, alternando impacchi di alcool etilico ed acqua demineralizzata ad operazioni manuali con bisturi. Successivamente, sono state eseguite operazioni di pulitura mediante tecnologia laser. La strumentazione impiegata è un prototipo denominato Vario, con un sistema di impulso Long Q-Switching, ca. 100 ns, della ditta El.En. di Calenzano. Chiudi
p. 65
La salvaguardia di finiture rosse su terracotta tramite pulitura laser
Rebecca Fant1, Michele Gasparoli2, Paolo Gasparoli3, Antonio Sansonetti4, Jana Striova5 Continua...
1Università degli Studi di Milano, Studio di architettura Fant, Via Paolo Rotta n. 5, Milano - fant@rebeccafantarchitetto.it
2Assistente di cantiere, Gasparoli s.r.l., Via Trombini 3, Gallarate - michele@gasparoli.it
3Politecnico di Milano, Dipartimento BEST, Via Bonardi 3, Milano - paolo.gasparoli@polimi.it
4Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Via Cozzi53, Milano - a.sansonetti@icvbc.cnr.it
5Istituto Nazionale di Ottica, INO-CNR, Firenze - jana.striova@ino.it


Le terrecotte conservate in esterno mostrano spesso problemi di pulitura per la frequente formazione di depositi compatti; il quadro può essere complicato se vi sono finiture a freddo. è questo il caso della terracotta decorata della Ca' Granda di Milano. L'intervento ha previsto un cantiere con prove preliminari, utilizzando metodi di pulitura a confronto (acqua nebulizzata, impacchi con (NH4)2CO3 ed EDTA, metodi meccanici e laser). Le indagini hanno evidenziato residui di due diverse finiture: la prima, composta da gesso e la seconda da biacca ed olio, entrambe pigmentate con ocra rossa. L'intervento di conservazione si è posto l'obiettivo di salvaguardare tali residui, come testimonianza della storia dell'edificio. Le prove preliminari di pulitura laser, sono state effettuate mediante EOS 1000 LQS, e si sono dimostrate le più efficaci nel perseguire l'obiettivo. I lavori di pulitura durante l'effetiva esecuzione del cantiere, che hanno interessato tutte le superfici dove le finiture rosse erano presenti, sono stati eseguiti circa 18 mesi dopo le prove preliminari ed hanno adottato lo strumento Thunder Art. Gli altri test di pulitura non hanno dato risultati soddisfacenti, rimuovendole parzialmente. Chiudi
p. 77
Basilica di Sant'Andrea apostolo a Mantova: pulitura di superfici in stucco attraverso una scelta di parametri di ablazione
Anna Brunetto1, Giulia Limiti2, Daniela Lattanzi3, Michele Rigoni 2, Elena Romoli3, Laura Sala4, Danilo Biondelli5, Antonio Sansonetti5 Continua...
1Restauri Brunetto di Brunetto Anna, Vicenza - annalaser@alice.it
2Lithos S.n.c., Venezia - giuliamariana@libero.it, lithos.ve@libero.it
3Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti della Lombardia, Milano -daniela.lattanzi@beniculturali.it, elena.romoli@beniculturali.it
5 Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Brescia, Cremona e Mantova
6Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali, ICVBC-CNR, Milano -a.sansonetti@icvbc.cnr.it


Il presente articolo tratta il recente intervento di pulitura delle volte del vestibolo nel pronao della facciata principale della Basilica di Sant'Andrea apostolo a Mantova, già oggetto di un radicale restauro nella prima metà dell'Ottocento. Le superfici in questione sono costituite da lacunari con decorazioni in stucco, a corpo bianco oppure rosato, che presentano come finitura uno strato superficiale bianco (sui rilievi) e grigio (sui fondi) composto prevalentemente da gesso; le analisi condotte hanno messo in evidenza la ricorrente presenza di ossalati di calcio sulla finitura. La pulitura di queste superfici si è focalizzata nel rimuovere depositi superficiali di particolato atmosferico che sulle finiture risultavano particolarmente tenaci e non asportabili a umido o con mezzi meccanici. Il sistema laser Nd:YAG in Q-Switched (8 ns) utilizzato nella lunghezza d'onda secondaria di 532 nm nell'intervallo operativo di fluenza da 0,4 a 0,9 J/cm2 ha permesso di ottenere il risultato conservativo desiderato, senza generare alterazioni cromatiche delle finiture a chiaroscuro che invece sono state riscontrate utilizzando altri sistemi laser Nd:YAG, λ=1064 nm. Chiudi
p. 91
La Sala delle Cariatidi a Milano: la pulitura laser di superfici di frattura delle statue in stucco
Daniela Luzi1, Doretta Mazzeschi2, Michela Palazzo3, Antonio Sansonetti4, Clelia Sbardella1, Jana Striova5, Sabina Vedovello 2 Continua...
1 Conservatore restauratore, ERRE Consorzio, Roma - erreconsorzio@gmail.com
2Conservatore restauratore, C.B.C. Conservazione Beni Culturali, Roma - cbc@cbccoop.it
3Funzionario storico dell'arte, Direzione Regionale ai Beni Culturali e Paesaggisti della Lombardia, Milano michela.palazzo@beniculturali.it
4Ricercatore, Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali, ICVBC-CNR, Milano sansonetti@icvbc.cnr.it
5Ricercatrice, Istituto Nazionale di Ottica, INO-CNR, Sesto Fiorentino (FI) - jana.striova@ino.it


Si è concluso di recente l'intervento di conservazione sulle pareti della Sala delle Cariatidi nel Palazzo Reale di Milano. L'ambiente è celebre per il suo ciclo decorativo neoclassico realizzato con stucchi a gesso. Nella Seconda Guerra Mondiale, un bombardamento ha lesionato molti degli elementi decorativi, lasciando in vista ampie superfici di rottura. L'intervento di conservazione che si è svolto ha quindi dovuto progettare una pulitura su superfici con caratteristiche difformi: in parte compatte e con ancora le finiture originali, in parte scabre e porose per le rotture e i fenomeni di degrado. Nel tempo sulle superfici di frattura si è depositato uno strato scuro, consistente, costituito principalmente da depositi di particellato atmosferico. In queste situazioni i metodi tradizionali di pulitura non sono risultati soddisfacenti. Perciò, in seguito agli opportuni test di verifica, si è adottata una pulitura con apparecchiatura laser EOS 1000 LQS. Chiudi
p. 103
L'evoluzione delle conoscenze sulla pulitura laser dei dipinti murali
Maria Carolina Gaetani, Ulderico Santamaria
p. 113
Resoconto di alcune prove comparative di pulitura laser: le pitture murali del transetto sinistro della basilica di Santa Croce a Firenze
Ilaria Barbetti1, Juri Agresti2, Fabrizio Bandini1, Alberto Felici 1, Cecilia Frosinini1, Marta Mascalchi2, Alessandro Migliori3, Iacopo Osticioli2, Andrea Scala4, Francesca Droghini4, Salvatore Siano 2 Continua...
1Opificio delle Pietre Dure, Firenze
2Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sesto Fiorentino (FI)
3Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sesto Fiorentino (FI)
4Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente, Università di Siena, (SI)


Questo lavoro ha come oggetto alcune prove di pulitura delle pitture murali del XIV sec. situate nell'arco di ingresso della cappella Tosinghi-Spinelli nel transetto della Basilica di Santa Croce a Firenze. Si tratta di un complesso intervento di restauro non ancora concluso, in cui sono state individuate delle porzioni di pittura con problematiche conservative particolari, ritenute un'ottima base per le attività di validazione di nuove tecnologie e metodologie operative. In particolare è stata valutata l'azione di strumentazioni laser Nd:YAG a diversa durata di impulso e lunghezza d'onda per la rimozione di ridipinture e di un fissativo di natura organica da una pellicola pittorica realizzata a buon fresco. L'efficacia dei test è stata verificata mediante misurazioni colorimetriche, indagini stratigrafiche ed analisi morfologiche. Lo studio materico è stato approfondito tramite indagini non invasive e micro-invasive: spettroscopia Raman, fluorescenza a raggi X (XRF) e spettroscopia di plasma indotto da laser (LIPS). Chiudi
p. 129
Il cubicolo "dei fornai" nelle catacombe di Domitilla a Roma. Considerazioni a conclusione della pulitura laser
Maria Gigliola Patrizi1, Rosa Senserrich Espuñes2, Barbara Mazzei3, Marta Mascalchi4, Juri Agresti4, Iacopo Osticioli4, Salvatore Siano4 Continua...
1Impresa individuale, via Cornelio Celso 18, 00161 Roma - gigliola.patrizi@libero.it
2Sección conservación-restauración, Facultad de Bellas Artes- Universidad de Barcelona rosa.senserrich@ub.edu
3Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, via Napoleone III, 1, 00185 Roma - bmazzei@arcsacra.va
4Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara", Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sesto Fiorentino (FI)


In questo lavoro sono presentati i risultati del restauro dei dipinti murali che decorano il cubicolo "dei fornai" nelle catacombe di Domitilla a Roma. La pulitura degli affreschi, occultati da incrostazioni calcaree eterogenee, è stata portata a termine utilizzando due sistemi laser Nd:YAG con emissione a 1064 nm: un laser Short Free Running (SFR, durata impulso variabile fra 30 µs e 120 µs) e un laser Long Q-Switched (LQS, impulsi multipli di durata di 120 ns distanziati fra loro da 40 µs). Il restauro ha previsto inoltre una campagna diagnostica eseguita sia con analisi stratigrafiche in laboratorio su campioni prelevati (microscopia ottica, SEM-EDX) sia con analisi in situ tramite strumentazioni portatili (spettroscopia LIPS e Raman, riflettanza nel visibile). La leggibilità della decorazione è stata recuperata mettendo a punto un trattamento laser differenziato in funzione della natura del substrato pittorico e della stratificazione superficiale. In generale, il livello di pulitura finale è stato raggiunto tramite l'assottigliamento graduale dell'incrostazione attraverso un uso combinato dei due sistemi laser. In conclusione, la pulitura laser è risultata incomparabilmente migliore rispetto alle tecniche meccaniche e chimiche precedentemente utilizzate, riportando in luce particolari della decorazione e della tecnica esecutiva altrimenti non percepibili. Chiudi
p. 143
Pulitura laser degli affreschi della cappella dedicata alla "Madonna dei Farauli" a Sternatia (Lecce)
Ianuaria Guarini1, Gaetano Martignano2, Maria Gigliola Patrizi3, Brizia Minerva4, Salvatore Siano5, Marta Mascalchi5 Continua...
1Impresa individuale, via Palmieri 42, 73100, Lecce, januaria.guarini@gmail.com
2Impresa individuale, via G. Contursi 18, 73052 Parabita (LE), studio.martignano@gmail.com
3Impresa individuale via Cornelio Celso 18, 00161 Roma, gigliola.patrizi@libero.it
4Museo Provinciale "Sigismondo Castromediano", Lecce, bminerva@provincia.le.it
5Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara", Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sesto Fiorentino (FI)


Con questo contributo gli autori intendono presentare, per la prima volta, i risultati della pulitura tramite tecnologia laser del ciclo pittorico che decora l'interno di una piccola chiesa dedicata alla "Madonna dei Farauli". I lavori di restauro, necessari per recuperare la leggibilità del ciclo pittorico, sono stati commissionati dal Comune di Sternatia (Le) con la direzione tecnica del Museo Provinciale di Lecce ed eseguiti sotto l'alta sorveglianza della dottoressa Annunziata Piccolo della Soprintendenza BSAE della Puglia. Vista l'impossibilità di rimuovere le concrezioni che offuscavano completamente la lettura dei dipinti con metodologie tradizionali, è stato deciso di testare la pulitura laser. Fin dai primi test di pulitura, condotti con un laser Nd:YAG Long Q-Switching (durata impulso = 120 ns, lunghezza d'onda = 1064 nm), si sono ottenuti risultati sorprendenti ed inimmaginabili, valutati mediante analisi stratigrafica al microscopio ottico ed elettronico. In seguito all'ottimizzazione dei parametri di irraggiamento è stata predisposta la pulitura laser di tutte le pareti dipinte, che ha permesso di riportare alla luce l'intero ciclo pittorico grazie ad un trattamento molto selettivo e diversificato a seconda delle tipologie di concrezioni da rimuovere e del substrato da preservare. Chiudi
p. 155
Pulitura con tecnologia laser delle campiture verdi dei manti erbosi nella Cappella di Teodelinda del Duomo di Monza
Anna Brunetto1, Giancarlo Lanterna2, Anna Lucchini3, Marcello Picollo4 Continua...
1Restauratrice, Restauri Brunetto di Brunetto Anna, Vicenza - annalaser@alice.it
2Chimico, Laboratorio Scientifico, Opificio delle Pietre Dure, Firenze - giancarlo.lanterna@beniculturali.it
3Restauratrice, Anna Lucchini Restauri srl, Milano - lucchinirestauri@gmail.com
4Geologo, Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" - CNR, Sesto Fiorentino (FI) - m.picollo@ifac.cnr.it


L'articolo descrive le problematiche affrontate per la pulitura delle campiture verdi dei tappeti erbosi presenti sulle pitture murali quattrocentesche della Cappella di Teodelinda nel Duomo di Monza. I manti erbosi sono realizzati con terra verde e malachite variamente miscelata con un pigmento giallo, riconducibile al litargirio, e con del giallo di piombo e stagno; si presentano frammentari, decoesi dal supporto e in alcune zone pulverulenti con uno spesso strato di materiale incoerente che ne impedisce la lettura. Dalle analisi si evince che i depositi scuri sulle pareti sono composti da particellato atmosferico e gesso e appaiono inglobati in una sostanza filmogena superficiale priva di fluorescenza agli UV, probabilmente una resina mastice; mentre sulla vegetazione della volta è presente una stesura filmogena con leggera fluorescenza agli UV, caratterizzata come un polimero acrilico, probabile Paraloid. Studiata la tecnica pittorica e lo stato di conservazione, sono stati eseguiti alcuni test di pulitura di tipo chimico-fisico e con tecnologia laser per verificare le validità dei sistemi e l'efficacia della pulitura in relazione ai problemi conservativi di tali campiture. Sono stati messi a confronto laser al Nd:YAG con lunghezza d'onda di 1064 nm, differenti per durata di emissione dell'impulso (SFR, LQS, QS). Le prove sono state verificate tramite misure colorimetriche in situ durante i test di pulitura e analisi stratigrafiche in sezione lucida. La pulitura in seguito è avvenuta in modalità di regime QS (5-6 ns) a fluenze da 0,06 a 0,7 J/cm2 e in modalità di regime LQS (100 ns) a fluenze da 0,1 a 0,6 J/cm2. Chiudi
p. 169
Valutazione sistematico-fenomenologica delle potenzialità applicative di laser nd:YAG (1064 nm) a diversa durata di impulso nella pulitura di dipinti su tela e tavola
Daniele Ciofini1, Andrea Scala2, Salvatore Siano1 Continua...
1Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" - CNR, Sesto Fiorentino (FI)
2Dipartimento di Scienze Ambientali "G. Sarfatti", Università di Siena, Siena


Lo studio è finalizzato alla valutazione delle potenzialità applicative di laser Nd:YAG (1064 nm) a diversa durata di impulso nel restauro di dipinti su tavola e tela. In particolare, sono stati qui sperimentati per la prima volta il regime Long Q-Switched (LQS, 120 ns) e lo Short Free Running (SFR, 50 µs). Per simulare problematiche conservative di interesse pratico sono stati realizzati una serie di provini pittorici con stratificazioni di nero fumo e film di vernice mastice e dammar con diverso carico cromatico. Sono state prima determinate le proprietà ottiche delle stesure pittoriche e successivamente le fluenze di soglia di alterazione. Gli effetti indotti sopra soglia sono stati analizzati con diverse tecniche diagnostiche (osservazioni allo stereomicroscopio, microscopia ottica, colorimetria, analisi stratigrafiche in sezione lucida, profilometria di contatto, spettroscopia FT-IR-ATR e diffrattometria a raggi X). I risultati ottenuti con laser LQS confermano praticabilità del metodo e gradualità nell'assottigliamento di stesure a matrice organica, e in particolare di vernici, otticamente assorbenti. Chiudi
p. 193
Assottigliamento di vernici nel restauro di dipinti su tela e tavola: confronto fenomenologico tra diversi sistemi laser
Daniele Ciofini1, Kyoko Nakahara2, Anna Marie Hilling2, Cecilia Frosinini2, Roberto Bellucci2, Salvatore Siano1 Continua...
1Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFAC-CNR), Via Madonna del Piano 10, Sesto Fiorentino (FI) - S.Siano@ifac.cnr.it
2Opificio delle Pietre Dure - MiBAC, V.le F. Strozzi 1 Firenze, 50129 - cecilia.frosinini@beniculturali.it


Il presente lavoro, frutto di una collaborazione nell'ambito del progetto TEMART (Tecniche avanzate per la conoscenza materica e la conservazione del patrimonio storico-artistico) tra IFAC-CNR ed il settore dipinti mobili dell'OPD, è mirato a valutare le potenzialità applicative delle tecniche di pulitura laser nell'assottigliamento di vernici su dipinti su tela e tavola. A tal fine è stata eseguita una serie di prove di irraggiamento preliminari su dipinti modello e successivamente, in una seconda fase del lavoro, su reali casi di studio. Sono stati utilizzati laser Nd:YAG (1064 nm) LQS e SFR (1064 nm), Nd:YAG (532 nm) QS e laser ad eccimeri KrF (248 nm). Gli effetti indotti sui materiali pittorici sono stati esaminati attraverso osservazioni allo stereomicroscopio e microscopio ottico UV-Vis e successivamente analizzati all'ESEM-EDX e in sezione stratigrafica. Risultati di interesse applicativo sono stati ottenuti con laser a eccimeri KrF, con laser Nd:YAG (1064 nm) LQS a impulso multiplo e SFR. Chiudi
p. 205
Pulitura laser di un pulpito e balaustra in legno monocromo
Lorenzo Appolonia1, Alberto Bortone2, Annie Glarey3, Dario Vaudan1, Nicole Seris3, Giuseppe Serra4, Gianfranco Zidda5, Anna Brunetto6 Continua...
1Laboratorio Analisi Scientifiche, Regione Autonoma Valle d'Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura, Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali, Aosta, l.appolonia@regione.vda.it, d.vaudan@regione.vda.it
2Laboratorio di restauro ligneo, Regione Autonoma Valle d'Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura, Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali, Aosta, a.bortone@ regione.vda.it
3Collaboratrice esterna laboratorio di analisi scientifiche, Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali Regione Valle d'Aosta, Aosta, serisnicole@gmail.com, annie.glarey@hotmail.it
4Corso di Laurea in Conservazione e Restauro, Università di Cagliari, serragiuseppe80@gmail.com
5Regione Autonoma Valle d'Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura, Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali, Servizio Beni storico artistici, Aosta, g.zidda@regione.vda.it
6Restauri Brunetto di Brunetto Anna, Vicenza, annalaser@alice.it


Il caso esaminato prende in considerazione un'applicazione laser effettuata su legno di noce monocromo. L'intervento, iniziato nella seconda metà del mese di novembre 2011, riguarda il restauro della balaustra e del pulpito della chiesa di Perloz. Risalenti rispettivamente alla prima metà del XVII secolo e alla fine del '700, i due manufatti erano coperti da depositi di pulviscolo atmosferico e da strati di vernice più volte applicati sulla superficie (resina gommalacca caricata con pigmentazione nera), che rendevano difficile la lettura della finitura originale. Alcune prove di pulitura hanno messo a confronto metodi di rimozione, sia con tecnica chimica tradizionale sia con laser. Le prove laser sono state eseguite con sorgente di tipo Nd:YAG nell'emissione dell'IR (1064 nm) a differenti durate dell'impulso: Short Free Running (60-120 µs), Long Q-Switched (100 ns) e Q-Switched (8 ns). Su tutte le prove sono state effettuate verifiche mediante misure colorimetriche con spettrofotometro Minolta CM-700d, per valutare le variazioni cromatiche e l'omogeneità delle puliture; riprese a luce radente, con microscopio portatile Infinity, hanno permesso di valutare le interazioni dei trattamenti sulla materia e i cambiamenti della morfologia riscontrabili sulla superficie indagata, mentre la composizione delle vernici è stata identificata mediante spettrofotometria infrarossa. Chiudi
p. 219
Studio sulla rimozione laser di resine naturali da un arredo ligneo decorato a "pastiglia"
Federica Nepote1, Marco Nervo2, Anna Piccirillo3, Tommaso Poli3, Silvia Piretta4, Anna Brunetto4 Continua...
1Laureanda, Corso di Laurea Magistrale Interfacoltà in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", Venaria Reale (TO) - federicanepote@hotmail.com
2Laboratori scientifici, CCR "La Venaria Reale", p.zza della Repubblica, 10078 Venaria Reale (TO), marco.nervo@centrorestaurovenaria.it
3Dipartimento di Chimica, Università degli studi di Torino, via P. Giuria 7, 10125 Torino, anna.piccirillo@gmail.com, tommaso.poli@unito.it
4Docente, Corso di Laurea Magistrale Interfacoltà in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Università degli Studi di Torino, in convenzione con CCR "La Venaria Reale", Venaria Reale (TO), piretta.silvia@yahoo.it, annalaser@aplar.eu


L'opera esaminata è un letto di gusto eclettico, proveniente dalla residenza Sabauda di Valcasotto, databile attorno alla metà dell'Ottocento. Il letto presenta una struttura in legno di noce sulla quale sono state applicate decorazioni a 'pastiglia', ad imitazione del legno, occultate in tempi successivi da spesse stesure di resine naturali. Il recupero della finitura originale è risultato impraticabile con i sistemi di pulitura chimica e a bisturi, a causa della composizione molto simile delle resine naturali applicatevi e del loro elevato spessore. Sono stati confrontati laser a Nd:YAG (λ=1064 nm) con differenti durate d'impulso in Q-Switched (10 ns), Long Q-Switched (120 ns) e Short Free Running (100 μs). Efficaci si sono rivelati i laser ad impulso QS e LQS, i quali riescono a provocare il distaccamento radiale delle vernici sovrammesse, permettendo di giungere selettivamente alla finitura originale. L'efficacia del trattamento è stata verificata attraverso l'osservazione di sezioni microstratigrafiche al microscopio ottico in luce visibile e luce ultravioletta. Chiudi
p. 235
Trattamento laser di tessili: dall'abito funebre di Sigismondo Pandolfo Malatesta allo studio del paliotto della beata Giulia della Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo di Certaldo
Daria Bagnoli1, Marta Mascalchi2, Lucia Nucci1, Salvatore Siano2 Continua...
1Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Firenze, Firenze daria.bagnoli@tiscalinet.it, nuccilucia@gmail.com
2Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sesto Fiorentino (FI) m.mascalchi@ifac.cnr.it, s.siano@ifac.cnr.it


Il presente studio ha avuto come obiettivo un'ulteriore verifica delle potenzialità applicative della pulitura laser sui tessili storici. Tale sperimentazione era iniziata nel 1997 sulla veste funebre di Sigismondo Pandolfo Malatesta e aveva portato, nel 2001, all'applicazione con successo della pulitura laser sulle varie componenti tessili dell'abito. Nel 2010, la ricerca è ripresa su un paliotto del XIX secolo in seta laminata in argento con ricamo d'argento dorato interamente ossidato, grazie ad una collaborazione tra Università degli Studi di Firenze e Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" (IFAC-CNR). Le prove di pulitura sono state condotte su campioni appositamente prelevati dal paliotto e in un secondo tempo sul ricamo in loco, variando le condizioni (a secco e con liquidi ausiliari) e i parametri di irraggiamento. Sono stati testati i sistemi laser già utilizzati in passato (Nd:YAG QS, 8 ns, λ= 1064 e 532 nm) oltre ad una durata di impulso di 120 ns (LQS λ = 1064). Gli esiti incoraggianti dei test preliminari, valutati tramite analisi superficiale e stratigrafica al microscopio ottico ed ESEM-EDX, hanno consentito di procedere con il trattamento di una piccola area del ricamo esemplificativa delle varie componenti metalliche e di ipotizzare l'uso esteso della pulitura laser per il futuro restauro dell'opera. Chiudi
p. 253
Sviluppo di nuove metodologie per lo studio e la conservazione dei manufatti tessili
Marta Mascalchi1, Elisa Bracaloni2, Ilaria Cacciari1, Susanna Conti2, Iacopo Osticioli1, Salvatore Siano1 Continua...
1Istituto di Fisica Applicata "N. Carrara" - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Firenze (IFAC-CNR)
2Opificio delle Pietre Dure, Firenze (OPD)


I manufatti tessili antichi sono spesso composti da elementi deteriorabili ed estremamente fragili. La conservazione corretta di tali opere si deve necessariamente avvalere di metodologie ben consolidate da un punto di vista tecnico-scientifico. In quest'ottica poter sperimentare metodi innovativi per analisi non invasive e intervenire più efficacemente, apre interessanti prospettive. In questo lavoro si presentano i risultati di una sperimentazione condotta in collaborazione tra l'Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" (IFAC) del CNR di Firenze e l'Opificio delle Pietre Dure. Sono stati condotti test di pulitura con laser Nd:YAG QS (λ = 532 nm, (TL = 10 ns) e LQS (λ = 1064 nm, (TL = 120 ns) sia su campioni di tessuti moderni che su manufatti di interesse storico-artistico caratterizzati da fenomeni di degrado molto frequenti. I risultati dei trattamenti ablativi sono stati valutati seguendo un nuovo approccio archeometrico che garantisce la totale non invasività e offre informazioni sia morfologiche che composizionali. In particolare, le analisi morfologiche sono state condotte con un nuovo prototipo di videomicroscopio 3D sviluppato da IFAC, mentre per le analisi composizionali è stata utilizzata la spettroscopia Raman portatile. Il processo di pulitura è stato documentato anche mediante microscopia ottica ed elettronica. Chiudi
p. 267
Trattamento laser di carte antiche soggette a diverse tipologie di degrado: studio preliminare
Daniele Ciofini1, Sara Micheli2, Letizia Montalbano2, Cecilia Frosinini2, Iacopo Osticioli1, Salvatore Siano1 Continua...
1Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFAC-CNR), Via Madonna del Piano 10, Sesto Fiorentino (FI), S.Siano@ifac.cnr.it
2Opificio delle Pietre Dure-MiBAC, V.le F. Strozzi 1 Firenze, letizia.montalbano@beniculturali.it, cecilia.frosinini@beniculturali.it


Nel presente studio sono state affrontate problematiche conservative inerenti materiali cartacei, che risultano difficilmente risolvibili con le modalità d'intervento "tradizionali". In particolare si tratta di carte antiche, diverse per manifattura ed epoca, interessate sia dalla presenza di macchie di foxing che da un'importante crescita di agenti biodeteriogeni. Per i test di pulitura è stato utilizzato un laser a stato solido Nd:YAG con emissione a 532 nm e durata di impulso variabile tra 10-28 ns. Per ottenere controllo e omogeneità del trattamento è stato allestito un setup sperimentale con trasporto del fascio in fibra ottica. Le indagini preliminari e i successivi test di pulitura sono stati esaminati attraverso microscopia ottica in luce UV-VIS, spettroscopia di riflettanza nel visibile, analisi ESEM-EDX e FTIR-ATR. I risultati ottenuti, hanno evidenziato, in alcuni casi, la possibilità di intervenire selettivamente nella rimozione di foxing e di agenti biodeteriogeni senza provocare fenomeni di ingiallimento o alterazioni strutturali delle fibre di cellulosa che costituiscono il materiale cartaceo. Chiudi
p. 281
La pulitura laser di leghe metalliche di interesse artistico: modificazioni morfologiche e chimiche di superfici patinate e non
Paola Croveri1, Marco Demmelbauer2, Tommaso Poli3, Tiziana Cavaleri4, Annamaria Giovagnoli5, Oscar Chiantore3 Continua...
1Chimico, "Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale", Università degli Studi di Torino Dipartimento di Chimica - paola.croveri@centrorestaurovenaria.it
2Restauratore, Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", P.zza della Repubblica, 10078 Venaria Reale (TO) - marco.demmelbauer@centrorestaurovenaria.it
3Chimico, Dipartimento di Chimica, Università degli Studi di Torino, via P. Giuria 7, 10125 Torino oscar.chiantore@unito.it, tommaso.poli@unito.it
4Dottoressa in Scienze e tecnologie per i beni culturali, "Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale" tiziana.cavaleri@centrorestaurovenaria.it
5Chimico, "Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale" annamaria.giovagnoli@centrorestaurovenaria.it


Nell'ambito del Progetto MANUNET Lasclean 2008 sono state realizzate 7 serie di provini di leghe metalliche impiegate nella produzione di opere d'arte antiche e contemporanee. I campioni sono stati trattati con prodotti protettivi ed in seguito invecchiati. Per le prove di pulitura sono state impiegate tre tipologie differenti di laser, un LQS, uno SFR ed un QS, seguendo due metodologie operative diverse: una pulitura riproducibile a manipolo fisso in condizioni controllate di fuoco e una pulitura affidata alla sensibilità del restauratore. Gli effetti del fascio laser sulle superfici sono stati studiati con l'ausilio di diverse tecniche analitiche: microscopia ottica, elettronica (MO, SEM) e profilometria per l'osservazione delle modificazioni morfologiche, spettroscopia infrarossa (FT-IR) e microsonda elettronica (EDX) per l'analisi di modificazioni chimiche e analisi colorimetrica per le variazioni cromatiche. Le prove di pulitura eseguite da due restauratori hanno evidenziato un'ampia variabilità nei risultati, in particolare è stato difficile modulare la selettività nell'asportazione dei protettivi in presenza di patinature superficiali. Parallelamente sono state indagate le condizioni che hanno indotto fenomeni di microfusione superficiale del substrato metallico. Chiudi
p. 295
L'intervento laser di pulitura e saldatura di una croce astile del Museo Diocesano di Bisceglie
Sabino Edoardo Andriani1, Vito Nicola Iacobellis2, Giovanni Boraccesi3, Giacinto La Notte4, Fabrizio Vona5, Giuseppe Daurelio6, Teresa Sibillano7, Luigi Schiavulli8, Ida Maria Catalano9 Continua...
1Dottore di Ricerca, Dipartimento di Fisica-Università degli Studi di Bari,Via Amendola 173, 70126, Bari andriani@fisica.uniba.it
2Restauratore, Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici per la Puglia, San Francesco della Scarpa, via Pier l'Eremita 25, 70122 Bari - vitonicola.iacobellis@beniculturali.it
3Studioso di oreficeria, Vico II P. De Bellis 7, 70018 Rutigliano (BA) - g.boraccesi@libero.it
4Direttore del Museo Diocesano di Bisceglie, Via Trento 24, 70052 Bisceglie (BT) giacintolanotte@yahoo.it
5Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli. Soprintendente ad interim per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia fabrizio.vona@beniculturali.it
6Senior Researcher - Dipartimento di Fisica-Università degli Studi di Bari,Via Amendola 173, 70126, Bari daurelio@fisica.uniba.it
7Dottore di Ricerca, CNR-IFN c/o Dip. Interuniversitario Fisica "M. Merlin", Università degli Studi di Bari, Via Amendola 173, 70126 Bari - teresa.sibillano@fisica.uniba.it
8Professore Ordinario di Fisica Applicata, Dipartimento Interateneo di Fisica, Università degli Studi di Bari,Via Amendola 173, 70126 Bari - puglialuigi.schiavulli@uniba.it
9Professore Ordinario di Fisica Generale, Dipartimento Interateneo di Fisica, Università degli Studi di Bari, Direttore del Laboratorio L.I.A.C.E. del Museo Diocesano dell'Arcidiocesi di Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth - Sede di Bisceglie - Largo S. Donato 5, 70052 Bisceglie (BT) - catalano@fisica.uniba.it


In stretta collaborazione con la Soprintendenza B.S.A.E. della Puglia è stato eseguito il restauro di una croce astile, in rame argentato e dorato, del XV secolo, di probabile manifattura lombarda, pervenuta in deposito al Museo Diocesano dell'Arcidiocesi di Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth - Sede di Bisceglie. La lettura dell'opera risultava fortemente compromessa da una generale alterazione, aggravata da varie ammaccature, rotture e da numerosi fori prodotti dai chiodi, che fissavano il rivestimento metallico al supporto ligneo. Si contano circa 30 chiodi e perni sul recto e ben 40 chiodi sul verso della croce. L'opera è stata dapprima sottoposta ad una puntuale indagine diagnostica, (fluorescenza di raggi X (XRF) in situ, indagine in microscopia ottica ed elettronica con microsonda per analisi (EDS) al fine di stabilire la natura e composizione della lega metallica del rivestimento e delle formelle, ed accertare la presenza di eventuali sostituzioni. La fase di pulitura è stata eseguita sperimentando differenti tipologie di sorgenti laser a Nd:YAG (λ=1,06 μm), caratterizzate da diversa durata dell'impulso: 40÷110 μs (laser in Short Free Running Mode), 120 ns (laser Long Q-Switched Mode), 8 ns (laser in Q-Switched Mode). Il risanamento delle rotture è stato eseguito tramite l'impiego della tecnica di microsaldatura al laser utilizzando un sistema laser a Nd:YAG (λ=1,06 μm) con durata dell'impulso variabile da 1 a 10 ms ed energia variabile da 0.04 a 28 J. Chiudi
p. 307
Conservation of archaeological metal objects with laser technology
Joaquin Barrio Martin1, Maria Cruz Medina1, Ana Isabel Pardo1, Patricia Carolina Gutiérrez1, Juan Pablo Cid1, Cristina Escudero2 Continua...
1Servicio de Conservación, Restauración y Estudios Científicos del Patrimonio Arqueológico (SECYR) Dpto. Prehistoria y Arqueología. Universidad Autónoma de Madrid, 28049 Madrid joaquin.barrio@uam.es
2Centro de Conservación y Restauración de BB.CC. de la Junta de Castilla y León, C/ Carretera 2, 47130 Simancas, Valladolid - escremcr@jcyl.es


The purpose of this paper is presenting the results of our research in conservation of archaeological metal objects with laser Technology, developed as part of the activities of our R&D Project1 and coordinated in the SECYR. The study involved pieces of various compositions, such as iron, lead, copper-base and silver-base alloys, as well as objects from different typology and chronology. Metal objects from archaeological context usually have a deficient state of conservation, produced by long-term burials in aggressive environments, causing numerous corrosion products in the surface of the metal objects and changing their internal structure. Conventional cleaning techniques haven't always been effective enough to preserve original surfaces. Therefore, the SECYR works on a protocol based on conservation trough laser technology of metal heritage; not trying to replace conventional techniques, but completing and improving them. Chiudi
p. 327
L'ambiente e gli interventi conservativi sui beni culturali: tecnologie smart per il monitoraggio. Proposte e sperimentazioni verso un progetto
Paolo Salonia1, Lorenzo Appolonia2, Barbara Mazzei3 Continua...
1Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali, ITABC-CNR, Roma - paolo.salonia@itabc.cnr.it
2Sovrintendenza BB.CC.AA., Regione Valle d'Aosta, Aosta - l.appolonia@regione.vda.it
3Pontificia Commissione Archeologia Sacra, Roma - bmazzei@arcsacra.va


Il contesto ambientale, indoor e outdoor, nel quale il bene culturale è inserito configura un processo di interazione caratterizzato da una precisa cinetica. Ogni azione di intervento, tecnologicamente supportata o meno, su di un bene culturale determina un discrimine netto tra un ante e un post. Questi due fattori sono determinanti nel ciclo di vita del bene stesso e impongono una continua e attenta vigilanza che, soprattutto, produca organizzazione di dati eterogenei, registrazione temporale degli stessi e, infine, intelligenza nella loro confrontabilità e nella loro integrazione. Si tratta, in sostanza, di individuare metodologie e tecnologie abilitanti per sistemi intelligenti di monitoraggio, modularmente concepiti, tali da poter essere, in forme semplificate, già strumento di conoscenza e di programmazione per gli stessi restauratori. Orientati su queste finalità, sono state progettate e sperimentate metodologie basate sull'utilizzazione di specifiche tecnologie, tali per cui momenti diversificati nell'approccio dinamico e diacronico dell'analisi sullo stato di conservazione del bene non fossero intesi come fasi separate, anche se propedeutiche le une nei confronti delle altre, ma piuttosto come un unicum processuale. Due momenti fondamentali di questo unicum sono relativi alla acquisizione elaborazione modellazione dei dati geometrici che restituiscono la morfologia del bene (ai livelli di dettaglio congrui con le finalità di studio) e alla gestione, in ambienti appropriati allo scopo, di tali dati interrelati ad altri che restituiscano la "descrizione" dello stato di salute del bene relativamente anche alla caratterizzazione dei materiali costitutivi. Il connotato principale deve essere dato dalla semplicità d'uso, dai costi contenuti e dalla ripetibilità che tali tecnologie, sia sotto il profilo hw che sotto quello sw, devono garantire a fronte di un accurato ed affidabile livello di precisione del dato, acquisito elaborato ed integrato. Sono state sperimentate tecniche multi-immagine basate sui principi della fotogrammetria per l'acquisizione del dato geometrico e tecnologie GIS per l'integrazione di dati eterogenei. Il case-history che viene presentato è relativo ai dipinti murali presenti nelle camere non aperte al pubblico della Catacomba di Domitilla (Roma, III-V sec. d.C.), oggetto di interventi di pulitura mediante ablazione laser nell'ambito di un progetto sviluppato dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Più in generale, il tema è al centro di un progetto in via di sviluppo e che nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza BB.CC.AA. della Regione Valle d'Aosta, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e l'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR. Chiudi
p. 341
Acquisizioni con scanner 3D a frange di luce non invasiva e applicazioni alle indagini diagnostiche multispettrali
Ivano Ambrosini1, Fabio Morresi2, Ulderico Santamaria3 Continua...
1Titolare della Unocad Srl, via Vicenza, 232 -36077 Altavilla Vicentina (VI) - ivano.unocad@gmail.com
2Assistente del Laboratorio di Diagnostica dei Musei Vaticani
3Dirigente del Laboratorio di Diagnostica dei Musei Vaticani


L'acquisizione digitale del modello in gesso la "Danzatrice con i Cembali" di Antonio Canova conservato alla Gipsoteca di Possagno, alla quale lo scoppio di una granata della prima guerra mondiale aveva distrutto le braccia e alcune parti della veste, è oggi restituito alla sua forma originale grazie all'acquisizione con uno scanner 3D a frange di luce. Le braccia e gli altri pezzi mancanti sono stati restituiti con una stampante 3D a prototipazione rapida. Le applicazioni delle indagini multispettrali al modello 3D dei sarcofagi egizi sono state inoltre utilizzate per migliorare la fruizione e l'interpretazione dei dati diagnostici. Chiudi
p. 363
Rilievo laser scanning per il restauro: modalità innovative di modellazione 3D e di fruizione dei dati
Erminio Paolo Canevese1, Roberta Basso2, Tiziano De Gottardo3 Continua...
1Amministratore unico e coordinatore R&S, Virtualgeo s.r.l., viale Trento 105/D, 33077, Sacile (PN) erminio.canevese@virtualgeo.it
2Virtualgeo s.r.l., viale Trento 105/D, 33077, Sacile (PN) - basso@virtualgeo.it
3Responsabile team R&S, viale Trento 105/D, 33077, Sacile (PN) - tiziano.degottardo@virtualgeo.it


La conoscenza morfometrica è la premessa imprescindibile per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e per tutte le attività di pianificazione, decisione e gestione operativa collegate. Essa si concretizza in banche dati precise e complete, a disposizione di tutti gli attori coinvolti a diverso titolo in tali attività (amministrazioni pubbliche, studiosi, professionisti, imprese, etc.). Un'alternativa ai sistemi tradizionali di rilievo, insufficienti, è la tecnica laser scanning che dà luogo a database completi di altissima precisione del rilevato (nuvole di punti). Dal punto di vista dei professionisti del restauro la gestione del dato 3D laser è la chiave per sfruttare proficuamente nel loro lavoro le potenzialità del laser scanning. Questo è il punto di partenza di Virtualgeo nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie e sistemi di lavoro dedicati e innovativi, qui illustrati attraverso il caso esemplare della modellazione 3D delle scansioni laser dell'intero Castello Rosso di Tripoli (Libia). Chiudi
p. 377
TAVOLA ROTONDA
Introduzione
Lorenzo Appolonia
p. 387
Riflessioni sulle tecnologie laser per il restauro e sull'innovazione scientifica: dal laboratorio ai casi studio
Austin Nevin
p. 389